Cagliari

    SECONDA EDIZIONE SARDA DEL FESTIVAL DELLE TERRE

    Premio Internazionale Audiovisivo della Biodiversità

    Cagliari, Villa Muscas, 12-14 luglio 2013

    Sullo schermo di Villa Muscas, scorreranno storie che arrivano dai quattro angoli del mondo, grazie a opere come El Gigante di Bruno Federico, Andrea Ciacci e Consuelo Navarro, e Terra Nera di Simone Ciani e Danilo Licciardello, e che testimoniano i soprusi delle multinazionali, i cui interessi riescono sempre più spesso a prevalere e imporsi sul diritto delle comunità locali di produrre il cibo.
    Un percorso tortuoso che ci conduce fino a casa nostra, con la problematica del consumo di suolo in Lombardia che sta divorando la pianura padana ne L’età del cemento di Mario Petitto. Infine, Shady Chocolate di Miki Mistrati, una nuova inchiesta dei registi di The Dark side of chocolate, presentato a Cagliari nel 2012, sullo sfruttamento dei minori nelle piantagioni di cacao dell’Africa Occidentale.

    Un focus sulla Sardegna

    Ciascuna delle giornate del Festival ospiterà una proiezione dedicata ad alcune realtà cruciali dell’isola: si parte con Cattedrali di Sabbia, del regista cagliaritano Paolo Carboni, vincitore della 10° edizione del Festival delle Terre (Roma, 7-10 maggio 2013), proseguendo con l’inchiesta sul consumo di suolo in Sardegna Camminavamo sulla terra, prodotta dal Centro Internazionale Crocevia, fino al pluripremiato documentario sul poligono di Quirra Materia Oscura di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, per la prima volta in anteprima in Sardegna.

    Non solo documentari

    Il programma prevede mostre e conferenze per stimolare il dibattito sul modello di sviluppo attuale. In programma sabato 13 luglio alle ore 20.00, l’incontro “La lotta contro l’accaparramento delle terre in Sardegna” permetterà di avvicinarci alle tematiche esposte dai film e di far comprendere le ricadute sul territorio sardo di questioni di interesse globale. La riflessione verterà su tre temi essenziali alla difesa e conservazione dei territori: economie locali, ambiente e cibo. Una catena delicata che rischia di essere interrotta dai progetti speculativi che vanno moltiplicandosi.
    Nei tre giorni del Festival sarà possibile visitare la mostra Terra di Salgado, considerato uno dei massimi fotografi viventi. In Brasile l’abbondante presenza di risorse naturali convive con terribili ingiustizie sociali: ben 34 milioni di persone abitano terre fertili immense, che non possono coltivare perché possedute da latifondisti e multinazionali. Il Movimento dos trabalhadores rurais Sem Terra (MST) nasce alla fine degli anni ’70, diventando presto un punto di riferimento importante per i contadini. Il suo obiettivo è la realizzazione di una riforma agraria che assegni le terre coltivabili abbandonate alle famiglie contadine.
    Il Festival vuole essere un’occasione di condivisione e di incontro in un’atmosfera raccolta e informale, in cui si crea partecipazione anche attraverso aperitivi, live e selezioni musicali; in particolare, in apertura venerdì 12 con la musica dei Madeira e domenica 14 con il reading dei Mama Sabot.

    I partner

    La seconda edizione del Festival delle Terre ha ottenuto il patrocinio del Comune e della Provincia di Cagliari e del Ministero per i beni e le attività culturali ed è stato organizzato in collaborazione con: Sustainable Happiness, Yakaar Speranza, Associazione Amici di Viviana e con il contributo di Cambio Immagine, Eticando, Birrificio di Cagliari, Antichi Poderi Jerzu, Centro ippico agrituristico del Serrabus, Hostel Marina, e i cuochi Riccardo Massaiu e Maurizio Frau.
    I media partner: Lollove Mag, Marrai a Fura, Scirarindi, Affrica, lndoona, Illador Films, Radio X.

    Roma | 7/10 Maggio 2013 | Nuovo Cinema Aquila

    I VINCITORI DELLA 10° EDIZIONE

    Tra le 16 opere internazionali in concorso, Cattedrali di sabbia di Paolo Carboni è stato scelto all’unanimità dalla giuria quale vincitore della 10° edizione del Festival delle Terre.

    Si sono espressi così alcuni giurati, motivando la loro preferenza:

    Augusto Gongora: Per il modo con cui è stato realizzato e per la capacità di trasmettere quello che le persone “sentono” prima ancora che lo “dicano”. Una qualità che il regista è stato capace di trasmettere intrecciando delicatamente e molto da vicino le storie dei protagonisti, di cui il documentario ci racconta un vero e proprio percorso di trasformazione che va oltre il solo cambio di lavoro. Cattedrali di Sabbia fa emergere, con forza, la capacità di reinventarsi, di ricostruire sé stessi e la propria identità all’interno di una crisi durissima che vive la Sardegna.

    Daniela Ceselli: Per la capacità di comporre immagini, suoni, timbri e colori in un’opera che racconta la terra di Sardegna, tradita da un’industrializzazione selvaggia, che ha arricchito pochi e deluso molti; per la voce dei suoi abitanti, inghiottiti dal miraggio della fabbrica e dalle necessità della vita, che rinunciano a una parte di sé stessi, per poi ritrovarlo nel momento di massima crisi; per il retroterra culturale, fatto di pesca e pastorizia, che riemerge prepotentemente tra i rossi infetti dell’allumina e il sangue delle tonnare, al ritmo di un blues.

    Tommaso D’Elia: Pur affrontando il difficile tema della deindustrializzazione in Sardegna, il film diventa paradigma dello sviluppo neo liberista e dei danni, immensi, ai territori e ai suoi abitanti. Un documentario filmato con un’ottima fotografia, con camere sempre in movimento, mai indulgente al sentimentalismo. Buona la colonna sonora.


    Il Premio Bioversity, assegnato da Bioversity International, va a La era del buen vivir di Jeroen Verhoeven e Aline Dehasse:
    Per il modo in cui l’opera mostra come lo sviluppo sostenibile non possa prescindere dalla conservazione e dall’uso della diversità delle colture e culture locali, che costituiscono un patrimonio a rischio.
    Il Premio Crocevia, assegnato dallo staff del Festival, viene conferito a Stealing from the poor di Yorgos Avgeropoulos, con la seguente motivazione:
    Per la chiarezza della denuncia delle condizioni in cui vivono e lavorano i pescatori del West Africa, vittime degli interessi economici della grande industria ittica e della lacunosa gestione delle politiche pubbliche e per la capacità di emozionare lo spettatore con un nitido resoconto che fotografa un’emergenza irrisolta e ancora senza risposte.
    La menzione speciale assegnata dal Centro Internazionale Crocevia va a El Gigante di Bruno Federico Andrea Ciacci e Consuelo Navarro con la seguente motivazione:
    Per aver saputo raccontare, dall’interno di una drammatica esperienza di resistenza e di lotta, una storia emblematica di dignità, con una narrazione fluida, coinvolgente, mai incline al luogo comune e con una particolare attenzione alla costruzione estetica dell’immagine, a tratti venata da un tocco di poesia.
    Un’ulteriore menzione speciale viene assegnata a Sachamanta di Viviana Uriona con la seguente motivazione:
    Per aver contribuito, con una adesione forte ed appassionata, a dare visibilità alla resistenza contadina argentina, documentando, con la partecipazione alle riprese dei membri delle radio comunitarie campesine, una lotta colpevolmente censurata dai principali media mainstream.

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