
UUUUDUM è il processo artistico ideato dal Collettivo OPificaa, progettato da MOG Morgana Orsetta Ghini e Luca Lagash nell’ambito di una ricerca collaborativa con il polo tecnologico dell’Università HTW Berlin e AWorld, partner ufficiale delle Nazioni Unite per lo sviluppo della sostenibilità. Un’evoluzione dell’opera Uno Di Un Milione, iniziata nel 2019 con l’Accademia Teatro alla Scala di Milano e in collaborazione con l’Azienda per il Turismo della Val di Sole e UN Mountain, realizzata tra la vetta di Pejo 3000 e le sorgenti del Parco Nazionale dello Stelvio.
Con uno sguardo visionario e un linguaggio astratto, UUUUDUM interpreta i fenomeni della desertificazione e dell’estinzione dei ghiacciai, esplorando la dimensione del viaggio e la relazione con lo spazio che ci circonda.
Le Sculture
Il progetto si concretizza in 10 eventi coordinati ad altrettanti laboratori che danno vita a 10 porzioni dell’Opera di MOG, attraverso le quali ci sediamo, letteralmente, sopra i segni del cambiamento climatico.
Soundscape
Registrandosi su uuuudum.com, ognuno potrà ricevere un suono personale: queste identità sonore collettive saranno orchestrate da Luca Lagash per produrre i Soundscape installati negli spazi scultorei durante i 10 eventi.
Il Manifesto Poetico
Il viaggio è narrato dal Manifesto Poetico di Alessandro Cremonesi, che ne traccia le tappe e le visioni, mentre la regia di Michele Piazza documenterà ogni fase del processo, restituendo uno sguardo sensibile su opere, luoghi ed esperienze.
Manifesto Poetico di Alessandro Cremonesi
UUUUDUM
In continua oscillazione tra VITA NOMADE per rendere veri i paesaggi che si attraversano e VITA STANZIALE per costruire la comunità.
Camminare, un’azione che ho imparato con fatica all’inizio della vita e poi divenuta automatica, non più cosciente. Camminando ho cominciato a costruire il paesaggio che mi circondava, ho trasformato l’insieme dei miei passi in forma simbolica, nella mia prima azione estetica dentro i territori del caos nei quali cercavo di trovare un mio ordine. Ho portato con me il menhir, le pietre danzanti, la scultura, il paesaggio.
Sono stato nomade nella transumanza, sono stato a pascolare il gregge con Abele, cacciatore errante nel paleolitico, il ka dell’antico Egitto, sono stato percorso sacro, danza, pellegrinaggio, processione. Camminando ho approfondito i momenti di
passaggio della storia recente, ho camminato da dadaista, da surrealista, ho percorso le strade dell’Internazionale Situazionista fin dentro la Land Art, attraversando la Città Banale di Dada, quella entropica, quella inconscia ed onirica dei surrealisti, quella ludica e nomade dei situazionisti. Ho costruito spazi simbolici. Il mio tempo è stato ludico. Ho galleggiato in un liquido amniotico dove sedimentano gli spazi dell’altrove, sono andato alla deriva attraverso arcipelaghi urbani, sempre dentro lo spazio dell’andare.
Ho teorizzato la deriva e sperimentato comportamenti giocosi, ho prodotto spazi vuoti. Ho progettato accampamenti nomadi e deambulato con le avanguardie. Ho guidato con Tony Smith lungo autostrade in costruzione. Ho seguito le linee disegnate
calpestando l’erba di un prato e disegnato labirinti per una Nuova Babele. Ho visto crescere spazi in transito tra le pieghe delle città, territori in continua trasformazione.
E ho coltivato con fatica la terra insieme a Caino, e per la sua colpa sono stato errante e fuggiasco, ho assoggettato la natura per costruire insieme alla mia stirpe nuovi universi artificiali quando il mio destino era stare, fermarmi in un luogo per lavorare. Il mio tempo è stato produttivo. Ho costruito città, spazi concreti. Ho governato il fuoco, ho forgiato i metalli, così come ogni nera arte della tecnologia. Non sempre ho rispettato Madre Terra, spesso l’ho predata, prosciugata.
Io sono la storia di questa terra, una storia dell’andare e venire, del camminare e navigare, una storia di migrazioni dei popoli e di scambi culturali e religiosi avvenuti lungo tragitti che interessano tre diversi continenti. E’ all’incessante viaggiare e mescolarsi degli uomini che si deve la lenta e ricca mappatura di questi territori.
UUUUDUM: Il Pianeta come uno spazio ibrido, lo spazio dell’andare in cui si celebra il rito dell’eterna erranza, che dà senso anche al fermarsi a costruire città, luoghi dove si svolge la vita della comunità. Una città nomade, una geografia in continuo movimento e mutamento, uno spazio vuoto dove i percorsi connettono pozzi, oasi, luoghi sacri, città, terreni buoni per il pascolo o per le vigne. Uno spazio in cui i frammenti dei luoghi dello stare galleggiano nel vuoto dell’andare.
Copyright Alex Cremonesi 2025
Collettivo OPificaa
Il Festival
In mostra presso la Fondazione Horcynus Orca, durante il Festival delle Terre e dei Mari a cura del Centro Internazionale Crocevia , questa tappa del progetto è stata realizzata insieme ai bambini della scuola Enzo Drago Principe di Piemonte e con le educatrici e le mamme di Ecos-Med e Fondazione Messina, durante un laboratorio tenutosi presso il centro socio-educativo il Melograno dell’Hub di Maregrosso, utilizzando materiali recuperati dal mare da Sea Shepherd Italia, movimento internazionale per la tutela degli oceani.
Al termine del festival, l’opera verrà reinstallata nell’Hub di Maregrosso come presidio attivo di UUUUDUM. Lo spazio si trasformerà in un luogo d’incontro dedicato alla dimensione sociale della sostenibilità.
Progetto in collaborazione con Ecologia Unione Buddhista Italiana e con il sostegno dei fondi 8×1000 dell’Unione Buddhista Italiana
In Ecologia UBI, promuoviamo l’ecologia profonda, che riconosce il valore intrinseco, non utilitaristico, degli elementi della natura e la loro interdipendenza.
Sosteniamo un cambiamento culturale radicale dall’antropocentrismo dominante all’ecocentrismo, un’economia della cura, l’eco-educazione e una progettualità che pone al centro la biodiversità, la rigenerazione dei suoli e dei mari, l’abbandono di pratiche intensive a beneficio di tutti gli esseri senzienti, il riconoscimento dei diritti della natura, la non violenza nella relazione con la Terra.
Collaboriamo con convinzione al Festival delle Terre ideato da Crocevia. Siamo felici di approdare insieme anche nella città di Messina. Una tappa che vede la partecipazione di artisti di grande valore come Luca Lagash e Morgana Orsetta Ghini, che hanno potuto realizzare un’installazione ispirata all’ecologia profonda, grazie anche ai materiali donati da Sea Sheperd
Silvia Francescon, Responsabile Ecologia UBI
