La Natura Ispira le Mani

di Armando Mangone, Antonio Perrone · Italia · 2013 · 30' · IN CONCORSO · Festival delle Terre

sabato 18 Ottobre 2014
17.00
Nuovo Cinema Aquila

I protagonisti di questo documentario sono vecchi contadini della campagna calabrese e ortisti della metropoli romana, due dimensioni, due mondi apparentemente lontani ma intimamente legati. Attraverso le loro voci, volti e gesti abbiamo scoperto come le pratiche agricole diventino un ponte tra generazioni, luoghi e tempi. Le nuove e le vecchie sensibilità nei confronti della terra e della natura convergano verso una comune idea del bene.

Ispirato dal movimento della Decrescita, il video cerca di dare uno spaccato reale su cosa è il fenomeno di “ritorno alla terra”, la cultura dei semi, la biodiversità, la convivialità. Abbiamo ascoltato la voce di tre importanti intellettuali ed attivisti come Serge Latouche, Paolo Cacciari e Vandana Shiva. Siamo andati alle porte di Roma ad ascoltare Donato De Marco che ci ha raccontato della Fattoria Verde e dell’importanza dell’agricoltura sociale, mentre Adolfo Renzi presidente dell’Aiab Lazio ci ha mostrato un orto sul terrazzo di un hotel in piena città.

Vogliamo quindi raccontare quella relazione profonda, che riempie la vita di noi tutti, sia direttamente che indirettamente: gli alimenti sulle nostre tavole, i racconti dell’infanzia, il paesaggio, la convivialità, la condivisione dei saperi e del lavoro manuale. Con “la Natura ispira le mani”, abbiamo provato ad indagare per sino quegli aspetti emozionali, quelle forme empatiche con la terra e la natura che plasmano la nostre attitudini e sostengono infine le scelte razionali. Giuseppe Arvia e Salvatore Acampora ci hanno raccontato di saperi e culture che vanno sparendo, ma anche di quella straordinaria speranza che viene da chi vive direttamente a contatto con la natura. I due contadini calabresi con il loro modus vivendi mettono in discussione la concezione di tempo (così come i moderni la conoscono) e quindi anche di progresso. Questi incontro ci consegnano riflessioni e domande: cos’è il progresso? possiamo pensare il progresso riconsiderando i saperi della civiltà contadina?